Porto, dalla maggioranza nessuna verità
La risposta, pubblicata dalla “Provincia” il 6 ottobre, del delegato al porto Venanzo Bianchi all’articolo del PRC conferma la tendenza del delegato Bianchi a capovolgere i fatti nel loro esatto contrario. L’accordo di programma, approvato il 28 dicembre 2009, è stato immediatamente impugnato dalla minoranza per l’assoluta mancanza di trasparenza dell’atto, presentato in sordina tra Natale e Capodanno, ad uffici comunali chiusi. Per scongiurare la vittoria, assai probabile, al TAR della minoranza, la maggioranza ha riportato a maggio la stessa identica delibera, senza cambiarne una virgola. La procedura fu definita “di auto tutela” ed ignorò le proposte della minoranza.
Ricordiamo che il nuovo accordo di programma l’area portuale, che nell’attuale PRG risulta destinata a servizi, diventa residenziale nel nuovo progetto aumentando la cubatura fino a 10mila mq rispetto al progetto precedente. La vecchia darsena, che nella convenzione precedente sarebbe ritornata al Comune, rimarrà permanentemente al privato. La passerella, che doveva collegare il porto alla passeggiata, sparisce nel nuovo accordo e gli 800 mila euro, sbandierati da Bianchi, servono alla porto Romano per costruire l’ingresso al “suo” porto.
Questa opera faraonica in variante al PRG, che richiederebbe ampia condivisione, coinvolgimento, pianificazione viaria e paesaggistica, si approva a trattativa privata. La minoranza, che rappresenta più di 2/3 dell’elettorato, aveva chiesto una procedura più trasparente, una proposta al privato che scaturisse da una commissione consiliare rappresentativa. Invece al maggioranza prende la richiesta della Porto Romano, la fa sua e la difende a spada tratta. Riguardo ai “frontisti”, invitiamo l’ass. Bianchi a verificare di persona la loro opinione sul progetto.
Il PRC è da sempre contrario agli
accordi con l’avv. D’Amelio, che gestisce dall’97 la vecchia darsena senza aver
mai apportato alcuna infrastruttura. Ci si chiede perché invece il delegato
Bianchi sia così appassionatamente schierato dalla parte del privato e nemmeno
accenna ad assumere una posizione, se non super
partes, per lo meno di mediazione.